
Interview: Claudio musso/Luca Coclite
#TheWordIsYours#
IMAGE NOT AVAILABLE #Searching another source#
Le immagini si logorano.
In quanto effetto apparente dei mezzi che le (ri)producono, immagini sono passibili di un deterioramento, di una caducità materiale.
Per prima cosa l'immagine, se riprodotta dallo schermo di una TV o filtrata attraverso l'obiettivo di una videocamera, subisce inevitabilmente l'influsso dell'inconscio tecnologico del mezzo stesso.
Come accade per la fotografia, così anche per il video, nelle pubblicità e sul monitor dei computer,le immagini non appaiono mai pure, non è possibile osservarle prescindendo dagli elementi che connotano le sorgenti che permettono la loro visibilità, sono "portatrici sane" delle tracce dei supporti tecnologici che permettono la loro registrazione e la loro continua riproduzione.
Luca Coclite focalizza la sua attenzione proprio nelle intercapedini della produzione visuale, laddove l'errore di sistema si è arrogato il diritto di ri-mediare le immagini stesse, di riscriverle arbitrariamente . In prima istanza presenta, con l'aiuto di un readymade, l'operazione compiuta da una macchina fuori controllo (out of order) e poi continuando su questa via, dopo averne acquisito le modalità, tenta di riprodurre gli effetti di un malfunzionamento. La manomissione del sistema di percezione dell'immagine analogica e digitale prende avvio dall'osservazione della risultante visiva di un guasto("ci scusiamo per l'interruzione. Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile").
E' così che si assiste ad una rivelazione: l'immagine parla attraverso linguaggio altro.
In quanto effetto apparente dei mezzi che le (ri)producono, immagini sono passibili di un deterioramento, di una caducità materiale.
Per prima cosa l'immagine, se riprodotta dallo schermo di una TV o filtrata attraverso l'obiettivo di una videocamera, subisce inevitabilmente l'influsso dell'inconscio tecnologico del mezzo stesso.
Come accade per la fotografia, così anche per il video, nelle pubblicità e sul monitor dei computer,le immagini non appaiono mai pure, non è possibile osservarle prescindendo dagli elementi che connotano le sorgenti che permettono la loro visibilità, sono "portatrici sane" delle tracce dei supporti tecnologici che permettono la loro registrazione e la loro continua riproduzione.
Luca Coclite focalizza la sua attenzione proprio nelle intercapedini della produzione visuale, laddove l'errore di sistema si è arrogato il diritto di ri-mediare le immagini stesse, di riscriverle arbitrariamente . In prima istanza presenta, con l'aiuto di un readymade, l'operazione compiuta da una macchina fuori controllo (out of order) e poi continuando su questa via, dopo averne acquisito le modalità, tenta di riprodurre gli effetti di un malfunzionamento. La manomissione del sistema di percezione dell'immagine analogica e digitale prende avvio dall'osservazione della risultante visiva di un guasto("ci scusiamo per l'interruzione. Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile").
E' così che si assiste ad una rivelazione: l'immagine parla attraverso linguaggio altro.
Still from video: "Sopravviverai?", Video-animazione, durata 58", anno 2006.Nei titoli delle sue opere due parole si ripetono sussurrate come una mantra: NOT AVAILABLE.
La non disponibilità e il non corretto funzionamento assumono il ruolo di chiave di lettura per un'estetica del difetto macchinino.
Lo statuto stesso delle immagini entra in una crisi cronica.E' possibile chiamare immagine e percepire come tale un elemento che non possiede le caratteristiche che lo rendono canonicamente tale? E' possibile svelare ciò che sta dietro le immagini digitali fatte di serie infinite di codici alfa-numerici?é, ancora, il risultato ottenuto da questo svelamento è ancora "un'immagine"?O, di nuovo, è possibile discutere dell'invasione barbarica di immagini cui siamo continuamente sottoposti senza fare uso ancora una volta di immagini?
Le immagini ci logorano?
Claudio Musso.
Testo della mostra:"Image not available" a cura di Claudio Musso. Sesto Senso Bologna, Gennaio 2008.
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